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Vita Comunitaria

Chiesa parrocchiale di Carbonara di Po

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La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta che, nella fotografia, compare nel contesto dell’abitato di Carbonara sulla riva destra del fiume Po, fa parte delle chiese settecentesche di questa parte del territorio diocesano.

Alla fine del 1700 si assiste ad una vasta produzione edilizia anche per quanto riguarda i luoghi di culto, ma non si rilevano capolavori architettonici. Questa mancanza di edifici e chiese significative non è da ritenere una colpa degli architetti di quel momento storico ma è la conseguenza di una mentalità che privilegia correttezza e decoro accompagnati dal dovere di compiere un servizio sociale erigendo nuove strutture al servizio della comunità. (1)

La chiesa di Carbonara di Po, come le vicine chiese di Bonizzo e Borgofranco sul Po, rientra in questa visione del mondo in cui l’architetto non insegue il capolavoro ma si mette a disposizione dei fedeli e del territorio che, nel nostro caso, è compreso tra il fiume Po e il canale Fossalta.



La chiesa di Carbonara di Po, dedicata all'Assunzione della B.V. Maria, è citata in documenti d’archivio a partire dal 1479 (2). Viene successivamente menzionata nel 1534 in una Bolla di papa Paolo III quando la parrocchia di Carbonara fu assegnata in giuspatronato ai marchesi Andreasi, grandi proprietari terrieri ai quali era conferita la facoltà di presentare persona idonea a reggerla come parroco (3). La chiesa viene ancora nominata in occasione di una visita dei rappresentanti della curia di Mantova nel 1688. Di dimensioni sicuramente inferiori rispetto all’edificio attuale, era a sole due navate, la centrale e quella di destra. A fine settecento si presentava gravemente ammalorata nella struttura per la sua vetustà; fu dunque ricostruita fra il 1785 e il 1795 (4) ed in quell’occasione fu aggiunta la navata di sinistra. La facciata, come pure il campanile erano decorati, con stemmi gentilizi collocati dai marchesi Andreasi già nel 1723.

Dopo questo rifacimento la facciata della chiesa era comunque diversa rispetto all’attuale, in quanto il timpano aveva forme arrotondate e nella parte inferiore mancavano le finte colonne, aggiunte col rifacimento realizzato tra il 1928 e il 1932 dall’architetto Bruno Sarti (1898-1962). Anche la porta principale fu lievemente modificata. Questi lavori furono sovvenzionati dall’Amm.ne Comunale di Carbonara con il consistente contributo da parte del cavalier Francesco Bisighini, che spesso si prodigò per la comunità carbonarese. (5)

UNO SGUARDO D’INSIEME ALLA CHIESA

Per un’analisi della struttura della chiesa partiamo da una cartolina del 1916 che la visualizza prima dell’intervento dell’arch. B. Sarti nel 1928-’32.

La facciata è caratterizzata dalla distribuzione degli spazi tipica delle chiese di fine settecento del nostro territorio: essa si articola in elementi chiari di decoro che da una parte sono atti a segnare con precisione la casa di Dio, dall’altra eliminano “l’inventiva” barocca in favore di un sentimento di appartenenza al territorio in cui la chiesa viene edificata.

Partendo dall’alto si osserva un elemento architettonico a forma di chiglia di nave rovesciata con una cornice che lo definisce. Al di sotto, quattro paraste sostengono una trabeazione decorata al centro della quale si trova una nicchia con cornice.

Nella fascia sottostante sei paraste sostengono una seconda trabeazione che prende tutta la larghezza della chiesa e delimitano la porta centrale, le due laterali e le due finestre sulla loro verticale. Il campanile è posto alla fine della navata laterale destra; va sottolineata la cupola a cipolla che lo caratterizza perchè richiama i campanili di molte chiese del vicino Oltrepo’ Rodigino.

La chiesa si affaccia su un ampio sagrato.


Con il suo intervento (nel 1928-’32) l’arch. Sarti apporta alcune modifiche rispetto alla chiesa precedente del 1785. Pur non alterando i volumi e l’impostazione architettonica della chiesa, impone a questa un impianto tipico degli anni trenta in cui la trabeazione, le cornici e le colonne diventano nuove protagoniste cambiando l’armonia della facciata originale. In questa occasione nella prima cornice, che interrompe orizzontalmente lo sviluppo della facciata, vengono anche apposte, sui piedritti, quattro immagini di volti femminili che richiamano quelli situati nelle sottomensole del mausoleo della nota villa Bisighini di Carbonara. Nella nicchia della parte superiore viene collocata la statua dell’Assunta realizzata dallo scultore Giuseppe Menozzi nel 1932.

Il campanile

Il campanile subì vari rifacimenti nel corso dei secoli e, dopo il crollo della cupola nel 1917, fu risistemato fra il 1924 e il 1926 con il contributo dell’Amm.ne Comunale di Carbonara.

Attualmente il campanile presenta la cella campanaria con due finestre ad arco per lato con all’interno il castello delle campane. All’esterno sono evidenti le formelle, in pasta di cemento, che richiamano quelle sulla facciata. Sopra la cella campanaria si erge la lanterna di sommità, di forma ottagonale, con i lati finestrati in modo alterno e sormontati da otto finestrelle ad arco, anch’esse decorate con formelle. Con l’intervento del 1928 scompare la copertura a cipolla del campanile originario.

L’Interno della chiesa

La chiesa è a pianta longitudinale con un lungo presbiterio che termina con un’ampia abside.

Oggi la chiesa presenta tre navate dai volumi ben distribuiti: una navata centrale e due laterali, con soffitto a volte a crociera.

Lo stile della chiesa è uno stile neoclassico “rivisto” in chiave padana con elementi interni decorativi che richiamano una dimora elegante, accogliente e rassicurante come casa di Dio.

La navata centrale è illuminata da una fascia di finestre che creano una luce morbida e continua dal portale d’ingresso fino al presbiterio e all’altare; questa luminosità accarezza gli elementi architettonici presenti e guida la spiritualità del cammino della salvezza. Sotto questa fascia, corre una cornice a sua volta sorretta da paraste incastrate che ingentiliscono i pilastri di sostegno.

L’apertura tra la navata centrale e le due laterali è data da archi a tutto sesto con un intradosso molto alto.

All’inizio della navata di sinistra troviamo il fonte battesimale. Datato 1629, esso subì due spostamenti: inizialmente collocato in fondo alla chiesa fu posto successivamente in una cappella appositamente costruita sulla destra entrando ed infine sistemato in una cappella sul lato sinistro. Nel 1959 la cappella battesimale venne arricchita con una vetrata raffigurante il battesimo di Gesù da parte di San Giovanni, realizzata dalla bottega veronese del vetraio d’arte Scipione Ballardini, ad opera del maestro d’arte Gianfranco Ghidoli (1929-2017).

La navata continua poi con la cappella che ospita l’altare della Sacra Spina, ex altare della Ferriata, oggi dedicato a Santa Rita da Cascia. Ai lati della statua di S. Rita troviamo le immagini di San Sebastiano e San Luigi Gonzaga.

La navata sinistra si chiude con l’altare e la statua del Sacro Cuore

Nella navata di destra troviamo la cappella che ospita l’altare dell’Immacolata

Gli altari

L’altare maggiore attuale proviene dalla chiesa di Sermide crollata nel 1840; fu acquistato dalla Fabbriceria e collocato nella chiesa nel 1871. E’ un bell’altare, sicuramente barocco, a più livelli con tabernacolo centrale.

Importante e ben conservata la balaustra antistante l’altare.

Nella parte rivolta al coro il muro di sostegno dell’altar maggiore conserva gli stemmi degli Andreasi, con ben visibile il cigno, antico simbolo della famiglia.

Il bellissimo organo, della ditta Luigi Montesanti, risale al 1804 ed è stato restaurato nel 1981.

Il coro e le stazioni della Via Crucis sono pregevoli opere del ‘700.

In fondo alla navata destra troviamo due lapidi in memoria dei Caduti della Grande Guerra

LE OPERE DI PREGIO ARTISTICO

La chiesa possiede interessanti pezzi artistici quali quadri e arredi.

L’opera di maggior rilievo è senz’altro la pala d’altare che raffigura l’Assunzione della Vergine al cielo, un quadro non firmato ma attribuito al pittore mantovano Ippolito Andreasi detto l’Andreasino.

Un’attribuzione certa se si considerano anche altre opere dello steso autore come la "Madonna" conservata nel Museo Diocesano di Mantova (Madonna col bambino e la Beata Osanna-1590)


Il tema della pala è L’Assunzione di Maria Vergine al cielo, portata in paradiso da angeli. In primo piano, davanti alla tomba vuota, vi è la Beata Osanna (Andreasi) in atto di preghiera; accanto a Lei un angelo sorregge con la mano destra un cuore trafitto da un crocifisso ed una freccia, mentre con il braccio sinistro alza un giglio bianco. A completare l’opera un paesaggio essenziale in cui si vedono alberi sulla destra. La freschezza e la modernità del quadro risiede nella conoscenza che Ippolito Andreasi dimostra di avere del Parmigianino e, in modo particolare, del quadro Madonna delle Rose databile al 1530 e conservato nella Gemäldegalerie di Dresda. Se si osserva con attenzione i dettagli dello sguardo di Maria verso Osanna, del suo vestito, anche audace, della fascia all’altezza del petto che vi aderisce con mondana eleganza, portano sicuramente al pittore di Parma. Vorremmo infine segnalare la licenza con cui I. Andreasi fa volgere lo sguardo della Vergine verso la santa mantovana e non al Paradiso come in tutte le rappresentazioni dell’iconografia italiana con questo tema. Bella anche la cornice a motivi floreali. Proprio per questa diversità iconografica il titolo più appropriato sarebbe “Apparizione della Vergine alla Beata Osanna"

Purtroppo la Pala, sistemata nell’abside centrale della chiesa dietro all’altare maggiore, non è ben visibile, perché coperta al centro da un grande crocifisso e ai lati da candelabri imponenti; questo è un peccato in quanto non si può godere della bellezza dell’opera

Altre opere di rilievo

Nel presbiterio troviamo, a sinistra la pala dedicata a San Girolamo probabilmente del secolo XVII, opera di ignoto, e sulla destra il quadro della Madonna del Rosario con i santi Domenico, Francesco, Vincenzo Ferrer e Carlo Borromeo, opera di ignoto del XVIII secolo.

Il pittore sermidese Anselmo Baldissara è presente nella chiesa di S. Maria Assunta con 4 dipinti, tutti delle stesse dimensioni che raffigurano alcuni immagini del Cristo fra cui la Consegna delle chiavi a S. Pietro.

L’opera di Baldissara (1867-1953) appare la sintesi perfetta tra il proprio mecenate, il Cav. Bisighini, e un mondo ancora rurale ma che si sta affacciando alla modernità.

Le scene, di impostazione liberty, tratteggiano luoghi ideali in cui i personaggi rispondono, ognuno per il proprio ruolo, a schemi gestuali molto prevedibili e per questo molto rassicuranti per lo spettatore. I colori tenui e delicati confortano i fedeli delineando un paradiso sicuramente dolce e privo di qualunque sofferenza. Baldissara disegna con forza e precisione perché conosce il suo mondo e accarezza la fede di tutti visto che è nato in questo angolo del mantovano.

Nella navata centrale sono posti uno di fronte all’altro due tondi bronzei, firmati da Giuseppe Menozzi.

Bibliografia e note

1.Note ricavate dall’opera di C. Argan, Storia dell’Arte Italiana, Sansoni, 1968

2. Molte informazioni sono tratte da una “scheda storica” opportunamente predisposta dall’esperta di storia locale M. Rita Bruschi. Per un maggiore approfondimento si rimanda all’opera della stessa autrice:

-M. Rita Bruschi, La chiesa di Santa Maria Assunta a Carbonara di Po-Religiosità e territorio, Scripta edizioni 2021.

3) Giuspatronato: complesso di privilegi e oneri attribuiti, per disposizione dell’autorità ecclesiastica, ai beneficiari e ai loro eredi in Scheda Storica di M.R.Bruschi, citata

4) Il 1 giugno 1975 “Cominciossi ad atterrare la Chiesa vecchia di Carbonara” in

-Gaetano Mantovani.Il Territorio Sermidese e Limitrofi, stab. Fr Cattaneo, 1886

5) in Scheda Storica di M.R.Bruschi, citata.

Inoltre “Due lapidi datate 1525, murate sul retro dell’altare maggiore, ricordano l’una il marchese Rodolfo Andreasi e l’altra Don Lorenzo Andreasi rettore anch’egli della stessa famiglia” in -A. M. Andreoli, Un paese sul fiume, ed. Biblioteca Comunale di Carbonara di Po, 1982

6) Il dipinto della chiesa di Carbonara attribuito all’Andreasino è riportato con il titolo

“Madonna Assunta e la Beata Osanna Andreasi” nel volume:

-Pittura a Mantova dal Romanico al Settecento, ed. Cariplo, 1989

7) Altre opere consultate:

-Wolfgang Beinert, Il culto dei santi oggi, Ed. Paoline, 1985

-A.A.V.V., Arte Fede Storia-Le chiese di Mantova e provincia, ed. Tre Lune, 2004



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